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Maria Salomee Skłodowska Curie: l’ostinata abnegazione di un genio


Luigi Dei Università degli Studi di Firenze
con il patrocinio dell’Istituto polacco - Roma

Il 10 dicembre 1911 Re Gustavo V di Svezia conferiva il Premio Nobel per la chimica a Maria Salomee Skłodowska Curie, più nota come Marie Curie. Maria era accompagnata da altre due donne, la sorella Bronya e la figlia quattordicenne Irène. Era la seconda volta che questa donna scienziato veniva insignita della massima onorificenza in campo scientifico: otto anni prima, insieme al marito Pierre e a Henry Becquerel, aveva ricevuto lo stesso premio per la fisica. Quel giorno si concludeva una straordinaria avventura scientifica ed iniziava a porre le radici, per poi germinare e svilupparsi rigogliosamente, la deificazione di un personaggio quasi mitico, icona e simbolo delle stupefacenti trasformazioni di costume che caratterizzeranno i decenni avvenire. Il 20  aprile 1995, durante la cerimonia di traslazione dei resti di Marie e Pierre Curie al Pantheon, Pierre Gilles de Gennes, Premio Nobel per la fisica nel 1991, volle sottolineare di Maria “la bellezza dell’abnegazione”. Nella stessa cerimonia il Presidente Mitterand sottolineava l’importanza della “fede nella scienza e nella ricerca e il rispetto e la gratitudine per coloro, come Marie e Pierre, che ad esse hanno consacrato le loro forze e la loro vita”. Ma al tempo stesso di Maria celebrava “la lotta esemplare di una donna che decide di imporre le sue capacità in una società in cui le mansioni intellettuali e le responsabilità pubbliche sono riservate troppo spesso agli uomini”.
A poco più di cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la chimica a Marie Curie, il presente contributo vuole rendere omaggio a questa duplice eredità che ella ha lasciato ai posteri: la forza della razionalità scientifica contro l’oscurantismo delle credenze, affinché la libertà dello spirito prevalga contro la schiavitù dell’ignoranza e l’uguaglianza di genere e la parità dei diritti, ciò che con termini contemporanei chiamiamole pari opportunità. La conferenza ripercorre gli aspetti più salienti dell’esistenza di Marie Curie, con l’obiettivo di divulgare ad un grande pubblico le sue straordinarie scoperte scientifiche e l’impatto che esse hanno avuto sul miglioramento delle condizioni di vita, di sottolineare gli aspetti socio-culturali e di costume di quel mondo, ma anche di evidenziare il contesto storico di circa settanta anni di vita europea, costellando la narrazione con flash di eventi particolarmente significativi di un’epoca che tumultuosamente stava, nel bene e nel male, trasformandosi.

Quando: lunedì 27 febbraio, 10.00 - 12.00
Dove: Complesso Polididattico - edificio 19